La Proloterapia con Polidesossiribonucleotide nella cura delle Tendinopatie

proloterapia spalla

Che cos’è la Proloterapia?

La Proloterapia anche detta “terapia rigenerativa tissutale” consiste in una metodica infiltrativa che ha lo scopo di stimolare la guarigione dei tessuti molli (legamenti, tendini, fasce, cartilagini), rinforzando il tessuto connettivo indebolito ed alleviare così il dolore.
La proloterapia è una tecnica infiltrativa rigenerativa utilizzata soprattutto in ambito ortopedico-sportivo. Attraverso l’inoculazione di una sostanza irritante (normalmente una soluzione glucosata al 15-18%) nel sito doloroso e degenerato delle inserzioni tendinee, articolazioni e legamenti si ottiene una reazione infiammatoria controllata con successiva rigenerazione tessutale e riduzione del dolore.

Attraverso l’utilizzo dell’ecografia in tempo reale si riesce a inoculare il farmaco nel sito bersaglio con estrema precisione in modo da ottimizzare gli effetti terapeutici ed aumentare la sicurezza della metodica.

Cos’è il Polidesossiribonucleotide?

Il Polidesossiribonucleotide (PDRN) è una sostanze prodotte da organismi viventi che negli ultimi anni è stato oggetto di numerosi studi che hanno portato a risultati incoraggianti. Il Polidesossiribonucleotide è registrato come farmaco di derivazione del DNA e deriva dallo sperma del Chum Salmon;

polidesossiribonucleotide chum salmon

Dal punto di vista farmacocinetico ha una biodisponibilità dell’ 80-90% e non viene metabolizzato dal fegato. L’effetto principale è l’attivazione da parte del Polidesossiribonucleotide del recettore A2a che gioca un ruolo fondamentale nel modulare l’infiammazione, l’ischemia, la crescita cellulare e l’angiogenesi. La maggior parte degli studi in vitro hanno dimostrato quindi che il Polidesossiribonucleotide legandosi al recettore A2a induce effetti proliferativi e rigenerativi su numerosi tipi di cellule.

effetti polidesossiribonucleotide

Si è visto inoltre come il Polidesossiribonucleotide ha effetti antinfiammatori aumentando l’espressione dell’interleuchina 10 (IL-10) ed effetti di riperfusione incrementando la produzione di VEGF[1]. Il PDRN è quindi un farmaco estremamente sicuro e maneggevole.

polidesossiribonucleotide farmaco

Polidesossiribonucleotide e trattamento delle tendinopatie: Studi clinici

  • Lee e colleghi nel 2018 [2] pubblicano due casi clinici con epicondilite; entrambi i pazienti all’esame ecografico mostravano alterazioni strutturali e vascolari del tendine di grado avanzato. In entrambi i casi il dolore era notevole (7/10 alla scala NRS) da alcuni mesi. Dopo un’unica infiltrazione intratendinea di Polidesossiribonucleotide e anestetico locale sotto guida ecografica si assisteva ad una quasi scomparsa del dolore già dalle prime settimane; Inoltre si era andato a normalizzare anche il quadro ecografico.
caso clinico polidesossiribonucleotide
  • Shim e colleghi nel 2021 [3] conducono uno studio randomizzato controllato al fine di evidenziare l’efficacia del PDRN nel trattamento dell’epicondilite. A tal scopo 63 pazienti sono stati randomizzati in 3 gruppi (solo esercizio, esercizio + Proloterapia, esercizio + Onde d’urto). Lo studio prevedeva un follow-up completo a 6 e 12 settimane. Al termine delle 12 settimane oltre il 90% dei pazienti avevano concluso il percorso terapeutico programmato. I risultati hanno evidenziato come il Gruppo che effettuava la Proloterapia ecoguidata con Polidesossiribonucleotide riportava i miglioramenti più significativi dal punto di vista del recupero strutturale, funzionale e sulla sintomatologia algica con una VAS che da un valore medio di 6,3 scendeva a 2,3.
  • Un altro studio interessante metteva a confronto le infiltrazioni ecoguidate con Polidesossiribonucleotide a quelle classiche con corticosteroidi per il trattamento della fascite plantare [4]. 44 pazienti sono stati randomizzati in due gruppi:
    • Gruppo P: 3 infiltrazioni di PDRN perifasciale (1 a settimana)
    • Gruppo C: 1 infiltrazione di cortisone e anestetico locale perifasciale seguita da 2 infiltrazioni a distanza di una settimana con soluzione fisiologica.
      I risultati sono stati valutati attraverso la rilevazione del dolore soggettivo fino a sei mesi. I risultati evidenziano come entrambi i trattamenti siano efficaci nel ridurre il dolore della fascite plantare a medio termine senza complicanze cliniche né alterazioni ecograficamente significative strutturali.
  • Ryu e colleghi nel 2018 [5] pubblicano un articolo retrospettivo in cui analizzano attraverso scale di valutazione soggettive l’efficacia del trattamento con Polidesossiribonucleotide di pazienti affetti da tendinopatia della cuffia dei rotatori di spalla. Venivano analizzati 32 pazienti trattati con infiltrazioni ecoguidate peribursali e intra-tendinee di Polidesossiribonucleotide e 1 cc di lidocaina (anestetico) per un massimo di cinque infiltrazioni con cadenza settimanale. I risultati hanno evidenziato un sostanziale miglioramento già nel breve termine che si manteneva nel medio termine.
trattamento con polidesossiribonucleotide

In conclusione

  • Gli studi clinici presenti in letteratura sul trattamento del dolore tendineo con infiltrazioni ecoguidate di Polidesossiribonucleotide mettono in luce come il suo utilizzo possa essere efficace nel breve e medio termine
  • Alcuni di questi studi hanno comparato la proloterapia con polidesossiribonucleotide ad altri trattamenti noti come le infiltrazioni con corticosteroidi e le onde d’urto dimostrando un’efficacia quantomeno comparabile.  
  • L’utilizzo del Polidesossiribonucleotide per la proloterapia ecoguidata dei tendini permette di effettuare infiltrazioni con cadenza settimanale andando ad osservare l’andamento dei sintomi e se necessario abbinare un farmaco antinfiammatorio per uso orale o topico. La proloterapia classica con destrosio al 15-20 % necessita di tempi più lunghi tra un’infiltrazione e l’altra (circa tre settimane) e possibilmente di evitare l’utilizzo di antinfiammatori in quanto la rigenerazione avviene innescando un processo infiammatorio controllato. Nelle prime fasi della proloterapia classica si ha quindi molto spesso un aumento del dolore cosa che non avviene con il Polidesossiribonucleotide.
  • Il Polidesossiribonucleotide ha mostrato nel breve-medio termine risultati simili alle infiltrazioni con corticosteroidi in totale assenza di reazioni avverse. Sappiamo infatti che i corticosteroidi hanno un basso profilo di sicurezza e possono provocare reazioni avverse locali e sistemiche anche gravi. 
  • Un’altra peculiarità del Polidesossiribonucleotide è quella di ridurre l’ipervascolarizzazione tipica di alcune tendinopatie croniche. 
  • Attualmente possiamo quindi considerare la proloterapia ecoguidata con Polidesossiribonucleotide come una metodica efficace e sicura nella riduzione del dolore tendineo con un ottimo rapporto costo-beneficio.