Sindrome del Tunnel Carpale

Cos’è la sindrome del tunnel carpale?

La Sindrome del tunnel carpale (STC) è la neuropatia da intrappolamento più comune e rappresenta il 90% di tutte le neuropatie.
La causa è la compressione del nervo mediano lungo il suo passaggio nel tunnel carpale a livello del polso. Il tunnel carpale è un canale osteofibroso non estensibile, delimitato superiormente dal legamento carpale trasverso e inferiormente dalle ossa carpali. Al suo interno decorrono il nervo mediano, i tendini dei muscoli flessori superficiali e profondi delle dita e il tendine del flessore lungo del pollice. Non esiste una classificazione univoca della STC e si ritiene che la frequenza dei sintomi sia l’elemento discriminante per distinguere una STC lieve (sintomi intermittenti) da una STC moderata (sintomatologia costante nel tempo). La STC severa presenta oltre ai sintomi sensitivi un’atrofia dell’eminenza tenar della mano [1].

Quali sono le cause del tunnel carpale?

Essendo il tunnel carpale un elemento inestensibile qualsiasi cosa che occupi spazio al suo interno determinerà un aumento di pressione e sofferenza del nervo mediano; tra le principali cause voglio ricordare le cisti e i gangli artrogeni così come l’allargamento delle guaine sinoviali dei tendini flessori, reperto che si riscontra nelle tenosinoviti dei flessori.

Le linee guida pratiche pubblicate sul JOSPT nel 2019 indicano tra i fattori di rischio intrinseco legati con la STC l’obesità, l’età e il sesso femminile. Il rischio è raddoppiato negli individui con un BMI superiore a 30 kg/m² e in quelli di età superiore ai 50 anni. Altri fattori di rischio intrinseci sono il diabete mellito, l’artrosi, terapia sostitutiva con estrogeni, fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, ipotiroidismo, mano corta e larga e bassa statura.

Quali sono i sintomi del tunnel carpale?

L’aumento della pressione determina l’insorgenza di una sintomatologia caratterizzata da dolore, formicolio, intorpidimento e ridotta funzionalità del polso e superficie palmare delle prime 3 dita della mano. La STC presenta un’insorgenza graduale, solitamente notturna con coinvolgimento sempre maggiore fino all’interessamento dei muscoli con difficoltà nella prensione.

Come si effettua la diagnosi del tunnel carpale?

Un’accurata diagnosi permette di differenziare la STC da altre patologie come le radicolopatie cervicali, la sindrome dello stretto toracico-TOS, la sindrome del tunnel radiale o ulnare, ecc. Gravi patologie neurologiche possono imitare inizialmente i sintomi della STC; tra queste vanno ricordate la sclerosi multipla e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

La diagnosi di STC è clinica e si effettua sulla base di segni, sintomi e test specifici di provocazione e sensibilità. Possono essere richiesti inoltre esami di secondo livello come l’EMG e ENG (per valutare il funzionamento del muscolo e del nervo) e l’ecografia del polso (per valutare la struttura del nervo e delle altre componenti del tunnel carpale).

Quali sono i trattamenti più efficaci per la cura del tunnel carpale?

Il trattamento della STC sarà inizialmente quasi sempre di tipo conservativo. La prima linea di trattamento è basata su terapia manuale ed educazione del paziente con utilizzo di tutori. Possono essere utilizzati anche integratori neurotrofici anche se le evidenze sul loro utilizzo sono ancora minime.

La gestione conservativa è il primo approccio quando i sintomi sono lievi o moderati o nel caso in cui la chirurgia sia controindicata. Quando i sintomi sono gravi, la chirurgia rappresenta la prima linea di trattamento. Vi sono prove crescenti che i programmi di terapia manuale multimodale possono essere altrettanto efficaci dell’intervento chirurgico a lungo termine nelle STC lievi e moderate. Fernandez e colleghi hanno evidenziato che dopo 1 anno, i pazienti sottoposti ad un trattamento fisioterapico incentrato sulla terapia manuale nella regione del collo e lungo il decorso del nervo mediano, associata con esercizi di stretching del rachide cervicale, hanno ottenuto risultati simili a quelli dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico [2]. Tra le procedure interventistiche trova spazio la neurolisi del nervo mediano che consiste nell’iniettare sostanze medicamentose (spesso soluzione fisiologica e cortisone) per via ecoguidata intorno al nervo in modo da disinfiammare il nervo e le componenti tendinee limitrofe, rompere le aderenze e favorire la mobilità e lo scorrimento del nervo [3]. Tale procedura ambulatoriale ad oggi rappresenta una valida alternativa in combinazione al trattamento manuale alla chirurgia nei casi lievi e moderati. La chirurgia rimane tutt’ ora da preferire nei casi più gravi.

In conclusione:

  • La STC è la più frequente neuropatia da intrappolamento del nostro corpo
  • Si manifesta spesso con addormentamento delle dita e della mano
  • Nei casi lievi e moderati esistono trattamenti conservativi efficaci
  • Nei casi avanzati è da preferire la chirurgia